
VO+ Magazine
UNEXPECTED by Lorenza Scalisi
Green dollars to match the emeralds that surround them. Mamusa – a Milan-based brand founded by young designer Maria Luisa Mamusa – has chosen the face of George Washington, symbol of the quintessential American banknote, to create jewelry that is truly unique. Portions of dollar bills become “portraits”, framed by gold and precious stones, while coins are transformed into pendants to be displayed and interpreted in their many details. Engravings, symbols, dates and effigies of figures who marked an era are enhanced by skilled artisans, who give them a new aesthetic and, above all, a new functional identity. Using coins as jewelry is an ancient tradition dating back to Ancient Rome and Greece, and even earlier to Persian and Egyptian cultures, where sesterces and other coins were worn with pride as a sign of allegiance to the emperor—much like wearing a political badge today. The use of vintage coins in jewelry was revived in the early 20th century by Bulgari and later reinterpreted several times by luxury brands through buckles and accessories inspired by this classic motif. Mamusa, however, introduces a completely new approach, extending decorative value to paper money itself. In this way, a fragment of history becomes a precious object: sometimes pop, sometimes solemn and symbolic, almost a talisman to be cherished or playfully styled in an outfit rich in personality. The result is a new narrative that takes its cue from a banknote—an everyday object reimagined in a contemporary language, defined by the clean, linear aesthetics of today’s design.

VO+ Magazine
Italian version
Dollari verdi in dialogo cromatico con gli smeraldi che li incorniciano. Mamusa – brand milanese fondato dalla giovane designer Maria Luisa Mamusa – sceglie il volto di George Washington, simbolo per eccellenza della banconota americana, per dare vita a gioielli assolutamente unici. Porzioni di dollari diventano “ritratti” incorniciati da oro e pietre preziose, mentre le monete si trasformano in pendenti da osservare e interpretare nei loro molteplici dettagli. Incisioni, simboli, date ed effigi di personalità che hanno segnato un’epoca vengono valorizzati dal lavoro artigianale, che restituisce loro una nuova estetica e, soprattutto, una nuova funzione. L’utilizzo delle monete come gioielli affonda le radici nell’antichità, dall’Impero Romano alla Grecia, fino alle civiltà persiana ed egizia, quando sesterzi e monete venivano indossati con orgoglio come segno di fedeltà all’imperatore, non diversamente da un distintivo politico contemporaneo. La moda delle monete vintage trasformate in gioielli è stata rilanciata all’inizio del Novecento da Bulgari e successivamente reinterpretata da diverse maison del lusso attraverso fibbie e accessori ispirati a questo motivo classico. Mamusa compie però un passo ulteriore, attribuendo valore decorativo anche alla carta moneta: un frammento di storia che diventa oggetto prezioso, talvolta pop, talvolta più solenne e simbolico, quasi un talismano da custodire o da utilizzare per giocare con uno stile fortemente identitario. Il risultato è un nuovo racconto che prende forma da una banconota, oggetto quotidiano reinterpretato in chiave contemporanea grazie a un linguaggio pulito, lineare e profondamente attuale.

Il Messaggero
Trendsetting by Gustavo Marco Cipolla
Monete che passano di mano come in un rito ancestrale. Una piccola dote, un augurio porte-bonheur, un frammento di storia familiare. Da un gesto antico prende forma Mamusa, il progetto milanese di fine jewellery che, ideato da Maria Luisa Mamusa, trasforma monetine e banconote in gioielli contemporanei. Il linguaggio del brand parte da una domanda sorprendentemente semplice: «Che cos’è davvero il denaro?». Non solo valore economico, ma simbolo, racconto, testamento culturale. Il marchio rilegge un oggetto quotidiano e lo riporta alla sua dimensione più profonda, quasi archeologica.

La moneta come oggetto narrativo
Una moneta non è mai solo una moneta. È un mini-archivio tascabile: incisioni, ritratti, date, emblemi. Ogni superficie parla di un’epoca, sottolinea una politica, identifica una superstizione o una promessa di fortuna. Nel progetto Mamusa le monete, montate in oro 18 carati, vengono reinterpretate come gocce di memoria da indossare. Diventano anelli, pendenti e talismani personali che tramutano segni economici in emotivi. Ognuno conserva la sua unicità ma, allo stesso tempo, è ripetibile. Proprio come accade alle storie tramandate. Il gioiello va oltre il fregio decorativo per essere un originale tesoro, da regalare o custodire gelosamente.
Un’antica tradizione reinterpretata
In molte famiglie una moneta d’oro rappresenta un momento di passaggio, come a voler dire «Questa è la tua parte, custodiscila». Ma qui la prospettiva è un'altra, poiché non tutti ricevono un’eredità. E, allora, la scelta diventa un atto creativo. Usare le monete come ornamento non è un’invenzione attuale. La pratica risale all’Antica Roma, quando venivano montate nei preziosi come espressione di prestigio e vicinanza al potere imperiale. Mamusa riprende la tradizione millenaria e la filtra attraverso una sensibilità manuale moderna dove il lusso non è ostentazione, ma intima narrazione artigianale. Il risultato è un’estetica che mescola archeologia e minimalismo, heritage e innovazione.

La banconota come amuleto portafortuna
Se la moneta guarda al passato, la banconota apre un capitolo completamente nuovo. Il design si tinge di un'ironia a tratti concettuale. I contanti, oggetti comunissimi e spesso effimeri, entrano nel lessico della gioielleria come vere icone pop, raffinati amuleti in dialogo con un presente in cui il denaro tende a smaterializzarsi tra carte di credito, schermi e transazioni digitali. Per questo ora è immagine, status, desiderio.
Il valore oltre il valore (economico)
Il cuore dell'idea, quindi, è quello di spostare il significato dal possesso materiale allo storytelling. In Mamusa non è accumulo, ma testimonianza e appartenenza, dimostrazione affettiva che non dimentica il lato ironico. E, forse, è proprio questo il paradosso più affascinante del brand: convertire ciò che normalmente misura il valore delle cose in qualcosa che non può essere misurato. Storia, buona sorte, desiderabilità. Tutto racchiuso nello spazio minuscolo di una monetina colorata che, da puro mezzo di scambio, si fa feticcio cult da collezionare.